mercoledì, giugno 28, 2006

Il Referendum Non Passa

Sì No
Piemonte 43,4 % 56,6 %
Valle D'Aos 35,7 % 64,3 %
Lomb 54,6 % 45,4 %
Trentino 35,3 % 64,7 %
Veneto 55,3 % 44,7 %
Friuli 49,2 % 50,8 %
Liguria 37,0 % 63,0 %
Emilia 33,5 % 66,5 %
Toscana 29,0 % 71,0 %
Umbria 31,3 % 68,7 %
Marche 33,9 % 66,1 %
Lazio 34,6 % 65,4 %
Abruz 33,3 % 66,7 %
Molis 28,3 % 71,7 %
Campania 24,7 % 75,3 %
Puglia 26,5 % 73,5 %
Basilicata 23,1 % 76,9 %
Calabria 17,5 % 82,5 %
Sicilia 30,1 % 69,9 %
Sardegn 27,7 % 72,3 %

Il nostro ministro dell'interno ha commentato il risultato in un modo piuttosto infelice:
ha apprezzato il fatto che dopo tanto si è superato il quorum, anche se non serviva questa volta.....
ora, io lo ritengo una persona intelligente, non so perchè ha detto così;
proprio perchè non c'era quorum la gente è andata a votare No, si sa che se uno è contro un referendum a quorum è meglio non andare a votare che votare No!
Forse non voleva fare commenti sul risultato o veramente non ci arriva?

Questo risultato dovrebbe far riflettere il centro dx,
gli italiani (non tutti naturalmente) non hanno votato in modo politico,
il risultato non rispecchia le politiche
e la riforma che era stata proposta, che per molti aspetti rispecchia l'atteggiamento del passato governo, non fa comodo alla maggior parte degli italiani;
un atteggiamento più "assistenzialista" di vecchio stampo (DC) avrebbe quindi fatto vincere il centro dx alle politiche?
Il Berlusca farebbe bene a riflettere.

Interessante il risulatato di Milano; (Mantova, altra città lombarda dove ha vinto il No,è di sx, il risultato può essere visto come un risulatato politico)
perchè a Milano ha vinto il No, a differenza del resto della Lombardia?
Una possibile spiegazione è che a milano c'è la più alta concentrazione di dipendenti statali (poste, atm, anas, ecc.) e altri lavori dove gli sprechi sono tanti e dove spesso per avere il lavoro più che le competenze devi avere le conoscenze.
Inoltre la sanità Lombarda fa un gioco sporco: lo stato rimborsa (parecchio) per ogni ricovero ecc. di un "fuorisede", quindi alla sanità lombarda fa comodo che da loro venga gente da tutta Italia e che la sanità di altre regioni non migliori; senza tutti gli italiani del sud, gli ospedali milanesi avrebbero grossi problemi di bilancio.
La paura di perdere il lavoro fa votare No?
Riflettere............

Interessante anche il fatto che nel resto d'Italia nella maggior parte dei casi la percentuale di No aumenta all'aumentare della percentuale del potere di mafia;
Borsellino diceva che la mafia esiste perchè ha l'appoggio della popolazione;
la percentuale di No più alta è in Calabria; in Calabria c'è l' ndrangheta, attualmete la "mafia" più forte: quando i narcotrafficanti colombiani fanno "affari con la mafia siciliana" chiedono garanzie all'ndrangheta; l'ndrangheta è la più forte perchè non ha pentiti.
Ma la Calabria ha votato no solo per 'ndrangheta?
Certo che no!
Gli italiano della Calabria e di altre regioni "povere" hanno votato No per Paura!
Paura di non avere più un'assistenza sanitaria, paura di andare in mano a macellai ecc.;
Paura e Rassegnazione: sanno come stanno le cose e non credono che le cose possano cambiare,
perchè pensano che certe persone NON SE NE ANDRANNO MAI!
La speranza è che gli italiani abbandonino questo atteggiamento di rassegnazione, che riacquistino fiducia,
per cambiare le cose e che non si accontentino di quel poco che hanno per colpa di un gruppo di gentaglia che ci sfrutta e si mangia gran parte dei soldi che spetterebbero al nostro benessere.

La speranza è nei giovani, loro forse non si accontenteranno, non abbasseranno la testa e avranno il coraggio di rischiare per cambiare.

venerdì, giugno 23, 2006

Un blog non Politico che parla di Politica

Trovare un blog che parla di politica e che non sia "schierato" è un'impresa praticamente titanica,
c'è un sito che ammiro e del quele riporto l'ultimo post.

Da: http://blog.menostato.it

In campagna elettorale Prodi e il centro-sinistra dissero che il problema dell’economia era la crescita zero (e in effetti nel 2005 ci fu crescita zero e nel periodo 2002-2005 la media è stata 0,3%) e che nei primi 100 giorni di governo avrebbe dato una scossa per far ripartire il paese.

Il 10 aprile si è votato e il 17 maggio c’è stato il primo consiglio dei ministri.

Ecco alcune delle cose fatte nei primi 35 giorni di governo:
- Spacchettamento dei ministeri, con aumento di ministri e sottosegretari
- Aumento dell’ IRAP per le aziende nelle 6 regioni che hanno sforato il tetto di spesa sanitaria(previsto dalla Finanziaria 2006 approvata dal centro-destra) con la beffa di pagare anche lo 0,4% di multa per chi versa il 20 luglio
- Nomina del direttore generale della RAI
- Proposta del ministro della Giustizia Mastella per un amnistia, da votare insieme all’opposizione
- Dichiarazioni su tutto e il contrario di tutto.

Il famoso taglio di 5 punti del cuneo fiscale, tante parole e zero fatti, e poi con l’ipotesi che valga solo per alcune aziende e che sia finanziato da un aumento dell’IVA ( e queste 2 cose non erano state dette in campagna elettorale).

Io la 'scossa' non la vedo, mancano ancora 65 giorni (molti dei quali sono in Luglio e Agosto).

Mi pare evidente che le priorità della classe politica (e destra e sinistra fa poca differenza) siano molto diverse da quelle dei cittadini; le loro preoccupazioni sono di :
- aumentare la spesa (vedi aumento di ministeri) e le tasse (IRAP)
- fare un'amnistia
- comandare in RAI, etc.

Io cittadino voglio che la politica trovi soluzioni per avere, fra le altre cose,
- un’istruzione migliore,
- una sanità che funzioni,
- una giustizia veloce e imparziale,
- l’economia libera, etc.,
e di tutto ciò non si vede nulla nei primi 35 giorni.

Anziché mettere un limite minimo di età per essere eletto senatore o deputato, io metterei un numero minimo di anni (10 o 20) durante i quali si è lavorato (sul serio) prima di potersi candidare; la maggior parte della classe politica ragiona con dei tempi che sono lontani anni luce rispetto a chi tutti i giorni si confronta con la realtà del lavoro.

lunedì, giugno 19, 2006

Perché voterò Sì

Si avvicina il momento del tanto discusso referendum,
"tanto discusso" per modo di dire,
perchè sembra diventata una cosa "politica",
a schieramenti politici per intenderci, in stile Politiche 2006:
destra Sì, sinistra No....... ma perchè deve essere così?
Perchè dobbiamo farci prendere per il culo ancora come durante le politiche?
Sono sicura che c'è gente a Destra alla quale non va votare Sì e gente a Sinistra che trova conveniente votare Sì.....
Perchè gli italiani vengono considerati dai politici come degli ignoranti?
Perchè non ci spiegano per bene cosa propone il referendum, senza le solite azzuffate e luoghi comuni?

Per chi fosse interessato a votare al referendum con la sua testa e per i suoi interessi
cliccando qui può trovare il testo della riforma (dal sito del Ministero dell'Interno)
oppure può trovare in rete qualche "riassunto" ma attenzione ai siti "schierati"
perchè la riforma è molto estesa e può essere rigirata a piacimento per tirare acqua dalla propria parte, ma prendendo per il culo l'elettorato.

Io non voglio parlarvi della riforma
e non voglio consigliarvi di votare sì o no,
alcune cose della riforma non mi stanno bene,
ma complessivamente la maggior parte della riforma per me è conveniente
per questo voterò Sì
e vi dico solamente quali sono le cose che mi stanno bene della riforma:

  • Presidente della repubblica:
Elezione: eletto dall'Assemblea della Repubblica: due Camere (dei Deputati e Senato federale), Presidenti di Regione e delle Province di Trento e Bolzano e da un numero di delegati eletti dai Consigli regionali.
Poteri: è il Capo dello Stato, rappresenta la Nazione ed è garante della Costituzione e dell'unità federale della Repubblica. Vengono aggiunti due poteri, la nomina dei Presidenti delle Authority e la designazione del vicepresidente del CSM. La concessione della grazia diventa suo potere esclusivo. .
Età minima per essere eletti: ridotta a 40 anni.
  • Parlamento
Camera dei Deputati: ridotti a 518 i deputati più deputati a vita (ex presidenti della Repubblica e non più di 3 nominati). Approvazione del Regolamento interno a maggioranza di tre quinti dei votanti. Età minima per essere eletti: ridotta a 21 anni.
Senato Federale della Repubblica: ridotti a 252 i senatori eletti a livello regionale contestualmente ai rispettivi Consigli regionali. Devono avere legami di appartenenza alla Regione per la quale vengono eletti. Età minima per essere eletti: ridotta a 25 anni.
Bicameralismo: la Camera ha l'ultima parola sulle leggi di competenza esclusiva dello Stato, il Senato su quelle di competenza concorrente (mista Stato/Regioni) e regionale, insieme decidono sulla legge di bilancio su quelle costituzionali, elettorali e riguardanti gli enti locali.
  • Corte Costituzionale
Composizione: 15 giudici, salgono da cinque a sette quelli di nomina parlamentare ( tre dalla Camera, quattro dal Senato federale), quattro vengono nominati dal Presidente della Repubblica e quattro dalle supreme magistrature.
Incompatibilità: Parlamentare, Consigliere regionale, avvocato durante il mandato; si aggiungono, nei tre anni dopo la scadenza, incompatibilità con incarichi di governo, cariche elettive o di nomina governativa, svolgimento di funzioni in organi o enti pubblici.
  • Csm
Membri eletti: per due terzi da tutti i magistrati ordinari, per un sesto dalla camera e per un sesto dal Senato federale. Il Vicepresidente è scelto dal Presidente della Repubblica.
  • Federalismo
Regioni:potestà legislativa esclusiva in materia di assistenza sanitaria, organizzazione scolastica (e parte dei programmi scolastici di interesse specifico regionale), polizia locale (Devoluzione).
Definizione delle competenze regionali trasferendo all’esclusiva competenza statale importanti materie di interesse nazionale ( tra cui energia, infrastrutture, tutela della salute, sicurezza sul lavoro).
Attuazione, entro tre anni, del federalismo fiscale previsto dalla precedente riforma per gli enti locali, (autonomia finanziaria di entrata e di spesa, risorse autonome, fondo perequativo per territori con minore capacità fiscale, destinazione di risorse aggiuntive in casi determinati.
Governo: può impugnare una legge regionale, che ritenga pregiudichi l’interesse nazionale, davanti al Senato federale che rinvia la legge alla Regione per la rimozione della causa d'impugnazione. In caso negativo la legge viene sottoposta al Parlamento in seduta comune che a maggioranza assoluta, può proporre al Capo dello stato l'annullamento parziale o totale della legge.
Clausola di supremazia: lo Stato può sostituirsi agli enti locali nel caso di mancata emanazione di norme essenziali.

Ogni cittadino italiano dovrebbe leggersi il testo,
guide e riassunti lo possono aiutare,
credo che sia importante votare per i propri interessi
non come dice la Sinistra o la Destra,
noi non siamo tifosi e loro non sono squadre di calcio,
lo sappiamo tutti come sono i politici, il referendum è uno strumento importante per il popolo,
facciamogli vedere che non siamo marionette.

lunedì, giugno 05, 2006

D'Elia Vattene!!!


Non me ne frega niente se secondo la legge Italiana ha scontato la sua pena,
può fare quello che vuole,
magari andare a lavorare!
Magari spaccarsi la schiena fino quando campa,
ma non voglio assolutamente al governo del Mio Paese un terrorista!

Chi è sergio d'elia? (minuscolo volontariamente)
Parlamentare della Rosa del pugno e segretario d'aula a Montecitorio.
Antico membro di "Prima Linea", l'organizzazione terrorista di sinistra di cui fu il dirigente. Condannato a 30 anni di carcere per l'omicidio, nel 1978, del poliziotto fiorentino Fausto Dionisi, ha scontato una lunga pena di prigione che è terminata recentemente.

E le vittime?
Giovanni Bernardi, figlio del maresciallo Rosario Berardi ( che cadde sotto il fuoco brigatista a Torino il 10 marzo 1978)
è segretario dell'Associazione italiana vittime del terrorismo, ha deciso di rispondere a modo suo all'elezione a deputato di Sergio D'Elia, un tempo dirigente di Prima Linea e oggi parlamentare della Rosa del pugno e segretario d'aula a Montecitorio. Berardi junior ha raggiunto il luogo in cui fu ucciso il genitore, ha coperto la lapide che ne ricorda il sacrificio e ha lasciato un cartello che spiega bene il suo stato d'animo:
«Se non ci sono più gli assassini, allora non ci sono più neanche le vittime».

Cos'è Prima Linea?
Prima Linea è stata un' importante formazione terroristica italiana formatasi in Lombardia nell'autunno del 1976. Per numero di aderenti e di azioni armate è stata seconda in Italia solo alle Brigate Rosse.

Inizialmente il gruppo non rivendicava le proprie azioni anche perchè nei primi mesi si autodefiniva "non un nuovo nucleo combattente, ma l'aggregazione di vari gruppi guerriglieri che finora hanno agito con sigle diverse" (testo di un volantino rilasciato dopo un'irruzione nella sede del gruppo dirigente della FIAT di Torino).

In sede processuale il primo omicidio attribuito al gruppo sarà quello di Enrico Pedenovi, consigliere provinciale del Movimento Sociale Italiano, il 29 aprile del 1976 a Milano, in risposta all'uccisione, da parte di alcuni neofascisti, di uno studente di sinistra avvenuta pochi giorni prima.

Nell'aprile del 1977 a San Michele a Torri, nei pressi di Firenze, si tenne la conferenza istitutiva dell'organizzazione che si dotò di uno statuto e di un impianto organizzativo. Alla testa di PL c'era la Conferenza dell'Organizzazione ed il Comando Nazionale, poi i settori informativi e logistici ed infine le Squadre di Combattimento ed i Gruppi di Fuoco. PL si proponeva di mantenere una forte presenza nei movimenti di contestazione degli anni Settanta accanto ad una struttura organizzata a livello nazionale.

Dal punto di vista ideologico PL ha sempre posto al centro l'azione relegando in secondo piano una precisa elaborazione ideologica, diversamente dalle BR.

Nel 1978 si è avuta una fusione con le Formazioni Comuniste Combattenti.

Nel gennaio del 1978 fu ucciso l'agente Fausto Dionisi, mentre nell'ottobre dello stesso anno venne freddato a Napoli Alfredo Paolella, docente universitario di antropologia criminale e osservatore tecnico nel carcere di Pozzuoli: ai suoi funerali i sindacati ed i partiti di sinistra promossero una grande manifestazione contro il terrorismo. Nel gennaio del 1979 vengono uccisi l'agente Giuseppe Lorusso a Torino ed a Milano il giudice Emilio Alessandrini che lavorava ad una riforma della legislatura carceraria.

Nel febbraio del 1979 la polizia sorprese ed uccise a Torino due membri di Prima Linea seduti ad un bar. In risposta, nel marzo successivo, PL compì un agguato contro una volante della polizia; nello scontro a fuoco perse la vita il passante Emanuale Iarulli. Pochi mesi dopo fu ucciso Carmine Civitate, proprietario del bar e ritenuto responsabile di aver identificato i due terroristi.

Sul finire dell'anno a Torino venne colpita la FIAT con l'uccisione dell'ingegnere Carlo Ghiglieno ed il ferimento di alcuni dirigenti aziendali, mentre a Rivoli (TO) viene ucciso dalla polizia il militante Roberto Pautasso.

Nel 1980 prevalse l'ala radicale di PL che decise l'uccisione del magistrato e criminologo Guido Galli, a Milano, il 19 marzo del 1980. Il 5 febbraio fu ucciso invece Paolo Poletti, dirigente della fabbrica ICMESA di Seveso

Mentre l'organizzazione decise, in febbraio, di uccidere William Waccher, ritenuto un collaboratore di giustizia, diversi membri abbandonarono PL, confluendo in parte nelle BR. In quei mesi vennero uccisi i carabinieri Antonio Chionna, Ippolito Cortellessa, Pietro Cuzzoli e l'agente Filippo Giuseppe.

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D'Elia Vattene


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