mercoledì, maggio 31, 2006

Liberi gli Assassini

Napolitano ha concesso la grazia a Bompressi.
Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, aveva inviato una lettera al Quirinale in cui esprimeva parere favorevole e poche ore dopo è arrivato il decreto del Capo dello Stato. Il Guardasigilli ha detto che per la fine dell'anno la clemenza potrebbe arrivare anche per Sofri.

Luigi Calabresi, commissario di polizia, il 17/5/72 fu assassinato sotto la sua abitazione in via Cherubini.
furono incriminati e condannati ex-esponenti di Lotta Continua (Bompressi, Pietrostefani e Adriano Sofri)

Ecco come Lotta Continua chiedeva la morte di Calabresi
di Luca Telese

C’è un grande assente, nel dibattito sulla grazia ad Adriano Sofri, un incredibile, macroscopico, omissis. Ed è davvero strano che in queste ore nessuno nemmeno ricordi il nome di Luigi Calabresi, nessuno senta il bisogno di chiudere i conti con la storia e con la sua storia. Non si tratta certo di un problema legale, di verità da Tribunale, scampoli di sentenza sfuggiti a qualche incartamento. Ma di conti che devono essere fatti prima di qualunque grazia, sul piano civile e morale. È curioso, per esempio, che anche il bel libro di Aldo Cazzullo sul Caso Sofri (Mondadori, 12 euro, appena uscito), offra una preziosa ricostruzione del contesto, del delitto, e delle memorie degli ex di Lotta Continua, che sia molto documentato sui fatti e sulle cose, ma che poi tratti con molta leggerezza la campagna di demolizione che precedette e determinò l’omicidio. Ma il nodo è tutto lì: perché la grazia ci possa essere qualcuno si deve assumere fino in fondo quella responsabilità. E il problema lo riassume in maniera asciutta Gemma Capra Calabresi, la moglie del commissario, nel suo bellissimo (e purtroppo esaurito) libro, Mio Marito (Edizioni Paoline, 1990): «Lotta continua ne auspicò, fin dal primo istante, una sola cosa: la morte». Ed è stata proprio la vedova del commissario la prima a raccogliere con puntiglioso esercizio dl memoria tutti i dettagli che in questi anni sono stati oscurati a dimenticati. I particolari di un processo sommario che si svolse sui giornali e di cui il quotidiano del movimento extraparlamentare fu amplificatore volontario e implacabile. Ad esempio quando, racconta Gemma Capra, «di loro volontà i redattori di Lotta Continua aggiungevano l’appartenenza di Gigi alla Cia, la sua formazione negli Stati Uniti, i servizi resi al generale Edwin A. Walker, uomo di Barry Goldwater». Notizie dettagliatissime. Peccato che Calabresi, come provava anche il suo passaporto, non andò mai in America. Oppure quando il giornale pubblicava la foto di Calabresi e di Gianmaria Volonté in Indagine su dl un cittadino al di sopra di ogni sospetto, corredate dal titolo: Due commissari, uno ha già confessato. Oppure quando sotto il titolo Calabresi, sei tu l’accusato, dopo la querela del Commissario per diffamazione, si leggeva: «Le nostre armi sono altre: più difficili, più faticose, più pericolose, ma infinitamente più efficaci. È l’organizzazione della nostra forza e dell’autonomia del proletariato che farà giustizia di tutti suoi nemici. Dall’assassinio di Pinelli abbiamo detto a chiare lettere che il proletariato sa chi sono i responsabili e saprà fare vendetta della sua morte» (14 maggio 1970). Calabresi veniva definito «il marine dalla finestra facile» e avvisato da questo corsivo: «Gli siamo alle costole, ormai è inutile che si dibatta come un bufalo inferocito. Qualcuno porrebbe esigere la denuncia di Calabresi per falso in atto pubblico. Noi che più modestamente di questi nemici del popolo vogliamo la morte». E più avanti, altro titolo: «Pinelli un rivoluzionario, Calabresi un assassino». Con altro commento oggi raggelante: «Siamo stati troppo teneri con il commissario di Ps Calabresi. Egli si permette di continuare a vivere tranquillamente, di continuare a fare il suo mestiere di poliziotto, di continuare a perseguitare i suoi compagni. Facendo questo, però, si è dovuto scoprire, il suo volto è diventato abituale e conosciuto per i compagni che hanno imparato ad odiarlo. La sua funzione di sicario - scriveva Lotta Continua - è stata denunciata alle masse che hanno cominciato a conoscere i propri nemici con nome, cognome e indirizzo. È chiaro a tutti, infatti, che sarà Calabresi a dover rispondere pubblicamente del suo delirio contro il proletariato. E li proletariato ha già emesso la sua sentenza Calabresi è responsabile dell’assassinio di Pinelli e Calabresi dovrà pagarla cara». Non basta? Certamente no: «Nessuno, tantomeno Calabresi. Può credere che quanto diciamo siano facili e velleitarie minacce. Siamo riusciti a trascinarlo in Tribunale e questo è certamente il pencolo minore per lui, solo l’inizio. Il terreno, la sede, gli strumenti della giustizia borghese, infatti, sono giustamente del tutto estranei alle nostre esperienze, alle nostre lotte, alle nostre idee, e non è certamente dalla legge dello Stato capitalista che ci attendiamo la punizione di un suo servo zelante». Non basta? No, non basta ancora: «Nelle strade e nelle piazze il proletariato emetterà il suo verdetto, lo comunicherà, e ancora là, nelle piazze e nelle strade lo renderà esecutivo». Ancora? Sì, certo: «I proletari di Trento hanno compiuto il primo processo, e la prima esecuzione. L’imputato e vittima è già da tempo designato: un commissario aggiunto di pubblica sicurezza, torturatore ed assassino. Luigi Calabresi». Poi, con una grottesca chiosa: «L’eliminazione di un poliziotto non libererà gli sfruttati. Ma questa è sicuramente una tappa fondamentale dell’assalto del proletariato contro lo stato assassino» (6 giugno 1970). E solo un anno dopo, sotto il titolo L’assassino alle corde: «Calabresi, assassino, stia attento. Il suo nome è tra i primi della lista» (6 maggio 1971). Certo: la storia, la distanza, «il Contesto», come direbbe Leonardo Sciascia. Ma le parole sono pietre. E chiunque voglia pronunciare la parola grazia dovrà prima sollevare questi macigni, riempire l’Omissis che ancora oggi offusca la memoria di Luigi Calabresi, e a ben vedere continua a rendere impervia la via della grazia a Sofri.

© il Giornale, 10 aprile 2004


lunedì, maggio 29, 2006

Un Ministro al Giorno (6) : Clemente Mastella


Big Mastella, tutto intorno a lui

Per essere uno che amava definirsi il Moggi della politica, finire alla Giustizia sa di beffa per gli italiani che credono che la legge sia uguale per tutti. Clemente Mastella, del resto, è grande amico di Big Luciano e non ne ha mai fatto mistero. Clemente Mastella è l’apoteosi del cerchiobottismo italiano. Con quel suo parlare che è uno scivolare continuo sui congiuntivi, per nulla migliorato nonostante la frequentazione dei salotti più ambiti e più colti, è riuscito ad abbindolare persino il Professore: altro che Difesa, lui puntava sì a una difesa ma a quella degli amici.

Mario Clemente Mastella del '47
Laureato in storia e filosofia, è giornalista. Dopo un lungo trascorso politico nella Democrazia Cristiana, fonda nel 1994 il CCD di cui è presidente, condividendone la leadership con Pier Ferdinando Casini.
Fonda i CDR, Cristiano Democratici per la Repubblica, che si uniscono al CDU nella formazione di gruppi parlamentari unitari.Nel giugno successivo i CDR confluiscono con altre formazioni nel progetto politico dell'UDR, Unione Democratica per la Repubblica, di cui Mastella diventa segretario nazionale.
Dopo la breve esperienza (la storia dell'UDR termina dopo appena un anno), nel 1999 fonda l'UDEUR, Unione Democratici per l'Europa, partito politico spiccatamente di centro.

Le Primarie
Le elezioni primarie si sono svolte il 16 ottobre 2005: Mastella è arrivato terzo, raccogliendo 196.014 voti (il 4,6% dei consensi), alle spalle di Romano Prodi, che ha ricevuto l'investitura di candidato premier della coalizione, e di Fausto Bertinotti.

Nella giornata delle votazioni, ha criticato l'organizzazione dell'evento, definendo le primarie come un "gioco fasullo". A scatenare la miccia è stato il fatto che, a metà mattinata, nel suo paese di residenza (di cui Mastella è anche sindaco), Ceppaloni, le schede erano già terminate e molta gente non ha potuto votare: "Se non ci vogliono, ce lo dicano", ha incalzato Mastella, accusando altresì di essere venuto a conoscenza che in diversi seggi di Roma erano pronte schede già votate per Prodi e pronte per essere inserite nelle urne.
(Non è che le primarie erano le prove generali per i brogli delle politiche??? )

Moggiofilo
(Si definiva il moggi della politica, ha un figlio procuratore .....)
Il 9 febbraio 2005, l’addetto stampa dell’attuale Ministro della Giustizia Mastella, Pietro De Angelis, ebbe una conversazione con Luciano Moggi.
L’addetto stampa di Mastella, parlò con Moggi per “concertare” una linea di difesa, che Mastella avrebbe dovuto avere, pubblicamente, nei confronti di Moggi.
In sostanza, siccome Moggi e i “suoi metodi” furono messi sotto accusa da Ermanno Pieroni, presidente dell’Ancona, Moggi chiese a Mastella di difenderlo pubblicamente.
Moggi pretese di concertare con l’addetto stampa del neo ministro, le cose che Mastella avrebbe dovuto dichiarare pubblicamente per difenderlo.

Subito dopo essere stato nominato Ministro, che la prima cosa di cui si sarebbe voluto occupare, era proprio mettere fine a questa fuga di intercettazioni telefoniche.
Evidentemente sapeva che prima o poi sarebbe stato coinvolto anche lui.


Testimone di Nozze
Per sua stessa confessione è stato testimone di nozze di un mafioso poi pentito, che è colui che fornì i documenti falsi a Bernardo Provenzano, perché questi potesse andare a Marsiglia a farsi operare.
"Mi si chiede cosa ci facevo a Villabate (Palermo) al matrimonio di Francesco Campanella di cui sono stato testimone di nozze. Non ho difficoltà a rispondere che ero lì proprio per fare il testimone di nozze di un giovane, di venticinque anni, che militava nel mio partito e che aveva addirittura organizzato, in terra di mafia, iniziative contro la mafia."


Frasi celebri
La reazione dopo esser stato nominato Ministro della Giustizia: “Di giustizia so poco, se m’interrogano sui Codici risponde meglio una matricola di Giurisprudenza”.


L'Amica
Dal sito dell'amicona Bonino: emmabonino.it
MASTELLA: O LA DIFESA OPPURE ME NE STO FUORI

La Stampa - 15 maggio 2006


«Lo possiamo dire? Anzi, lo posso dire anche se faccio parte di questa alleanza?».

Dica pure, onorevole Mastella. Che sarà mai di tanto grave?

«Non è davvero un bello spettacolo quello che stiamo offrendo. Anzi, se mi permette:

quello che stanno offrendo gli ospiti abituali di largo Santi Apostoli».

Ce l'ha con la Margherita ed i Ds, vero?

«Ce l'ho con loro, e con chi altri se no... Dovrebbero fare un partito assieme e stanno

litigando su tutto, bloccando la formazione del governo. In più, quello del cosiddetto

Ulivo è un arraffa arraffa mai visto».

In verità, per ora si può solo parlare di un tentato arraffa arraffa, come lo chiama lei,

perché di concreto non si vede niente, non le pare?

«Come non si vede niente. Intanto hanno la guida del governo, la guida del Senato e il

Quirinale, e mi scuso se è poco. Poi vogliono gli Esteri, gli Interni, la Difesa,

l'Economia... Guardi che è una concentrazione di posti e di potere, un arraffa arraffa,

appunto, che nemmeno la Dc quando era al quaranta per cento praticava».

E dunque?

«E dunque i grandi stanno nella stanza a discutere con Romano Prodi e noi piccoli

dovremmo rimanere fuori dalla porta e poi vedere quali sono le briciole che ci hanno

lasciato...».

Che è pratica poco corretta...

«Che è pratica che con me non funziona».

Che vuol dire?

«Che gli altri, Di Pietro, Diliberto, Pannella, facciano quello che vogliono: io mi

regolerò in un altro modo».

E in che modo, se è lecito chiedere?

«Che o mi danno quell'unica cosa che avevo chiesto da tempo, oppure io davvero resto

fuori dal governo».

Quell'unica cosa è sempre il ministero della Difesa, vero?

«Sì, sempre quello».

Il no di Diliberto all'autocandidatura di Emma Bonino un po' dovrebbe aiutarla, no?

«Sì un po' aiuta, ma il problema non è Bonino...».

E quale è, allora?

«Che Prodi non ha cambiato idea, e quel ministero insiste nel volerlo dare al suo amico

Parisi».

E a lei?

«A me ha offerto il ministero del Lavoro, si rende conto?».

Dove sarebbe lo scandalo?

«Ma è quello che facevo nel governo Berlusconi! Con quale faccia mi presento a

Montecitorio? Immagina gli sfottò? "A Clemè, bella carriera, complimenti... Sei tornato a

fare quello che facevi dieci e passa anni fa".».

ECCO QUAL'è LA SUA VERA PREOCCUPAZIONE,
altro che il Bene del Paese!


Beppe Grillo dice di lui:
30 ago 2005
Ma cosa sta facendo Prodi?
Prima Sgarbi, adesso Mastella che vuole candidare Afef alle primarie.
Chi è questo Mastella. Da dove viene? Chi gli dà l'autorità di candidare?

Ci sono persone antirazziste vere e persone antirazziste per furbizia politica.
Uno di questi è Mastella.
Un democristiano per tutti i gusti.
Ha capottato diverse volte, ora è dedito alla raccolta di rottami DC.

17 Mag 2006
Mario Clemente Mastella, dopo un parto travagliato, per le dimensioni spropositate dell’ apparato digerente già ben formato alla nascita,vede la luce nel 1947 a Ceppaloni, località beneventana da lui portata a visibilità nazionale. Da allora entrata nel linguaggio comune con la frase: “No Ceppaloni, no party”. La sua fame leggendaria lo spinge a presentarsi alle feste di battesimo e di cresima non invitato. La sua disinvoltura gli consente di mangiare a sbafo e, contemporaneamente, di fare numerose amicizie che gli serviranno in futuro.
L’appetito lo conduce inesorabilmente verso la democrazia cristiana, diventa deputato commensale nel 1976 e da allora non si è più mosso. Ogni coalizione di governo lo vede presente alla spartizione delle poltrone. In realtà nessuno lo invita, ma alla fine qualcosa da mangiare gli danno sempre quando minaccia di andare ad un’altra festa.
Celebre la sua esibizione come ministro del Lavoro nel governo Berlusconi in cui risolse il grave dramma della disoccupazione giovanile nel Sud e delle pensioni.
Ambigua e carica di doppi sensi invece la sua dichiarazione sulla sua verginità pre matrimoniale, non è mai stato chiarito fino in fondo a quale tipo di relazione sessuale facesse riferimento.

Nel 1999 si mette in proprio e fonda l’UDEUR che definisce “Il centro della politica, un progetto per il futuro, un’idea, un percorso, un metodo, una storia, un’identità” e, con postilla a margine, un posto a tavola. Entra subito in conflitto con Romano Prodi per il menu e con coerenza dichiara alle scorse primarie dell’Unione: “Usciamo dall’Unione, da oggi saremo il Centro alleato con l’Unione”.
Per dare vita e forza a questo progetto inserisce in lista il pregiudicato Rocco Salini.
L’Unione cambia il menu e Mastella rientra nell’Unione.
Dopo le elezioni di aprile il suo appetito pantagruelico lo fa delirare, pretende tre ministeri, tra cui la Difesa, la vice presidenza del Consiglio e il 30% dei salatini dei consigli dei ministri. Su quest’ultimo punto entra però in conflitto con Massimo D’Alema e deve fare un passo indietro. Prodi, che ha sempre segretamente apprezzato la sua capacità di barcamenarsi, dopo una telefonata per verificare le sue credenziali con Gianni Letta, lo nomina ministro della Giustizia.

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Curiosità:
Con giudizio plebiscitario i lettori de ‘’L’Espertone’’ hanno eletto Mastella come Ministro piu’ incompetente del neonato Governo Prodi.

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Aggiornamento da www.camelotdestraideale.it

Clemente Mastella Ministro della Giustizia, parlando ad alcuni detenuti cui stava facendo visita:

Come ministro della Giustizia mi sento più un vostro ministro di quanto non sia un ministro dei magistrati”.

Un modo molto “democristiano” per dire che tra simili ci s’intende alla perfezione!

sabato, maggio 27, 2006

Un Ministro al Giorno (5) : Padoa Schioppa

Tommaso Padoa-Schioppa
un'altro laureato....... e ci mancherebbe, è all'economia!

Figlio di Fabio Padoa-Schioppa, amministratore delegato delle Assicurazioni Generali, frequenta il liceo classico a Trieste. Laureato in economia alla Bocconi di Milano nel 1966 ed in tecnologia a Boston nel 1970, inizia la sua carriera professionale nella Brenninkmeyer per poi passare alla Banca d'Italia (1968), raggiungendo il titolo di responsabile della divisione mercati monetari del dipartimento di ricerca.
Magari all'inizio è stato facilitato dal padre, ma sembra che poi se la sia cavata da solo.
Dal 1979 al 1983 è stato direttore generale per l'economia e la finanza dell'Unione Europea mentre dal 1984 al 1987 è stato vice direttore generale della Banca d'Italia (di cui nel 2005 fu uno dei presenti papabili in sostituzione di Antonio Fazio); nel 1987 assunse l'incarico di direttore del CONSOB, che ha conservato sino al 2001.

Membro del Comitato esecutivo dell’Aspen Institute.
I membri esecutivi del Comitato dell’Aspen Institute sono: Luigi Abete, Giuliano Amato, Lucia Annunziata, Francesco Caltagirone, Fedele Confalonieri, Francesco Cossiga, Gianni De Michelis, Umberto Eco, John Elkann, Franco Frattini, Cesare Geronzi, Enrico Letta, Gianni Letta, Umberto Colombo, Paolo Mieli, Mario Monti, Tommaso Padoa Schioppa, Corrado Passera, Romano Prodi, Cesare Romiti, Carlo Scognamiglio, Domenico Siniscalco, Lucio Stanca, Giulio Tremonti, Giuliano Urbani ecc.

C'è una domanda che mi sorge spontanea dalla prima riga....MA è DI SINISTRA??!!

Non trovo molto su di lui...... appena sento qcosa di piccante aggiorno il post ;-)

P.S. Il prossimo è Mastellone, non vedo l'ora :-D

giovedì, maggio 25, 2006

Un Ministro al Giorno,o quasi, (4) : Giuliano Amato

Dopo tanti lavoratori e studiosi
finalmente un laureato (con persino un master, un miracolo in questo governo) :

laureato in giurisprudenza alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, frequentò un master alla Scuola di legge della Columbia University di New York nel 1962. Presto si impegnò parallelamente sia nell'ambito accademico, fino a divenire docente universitario, sia in quello politico: insomma non ha fatto solo il politico come qualcuno di cui ho parlato in precedenza, ha studiato e si è dato da fare.

Ha diretto l'Antitrust dal 1994 al 1997, ed ha anche coperto l'incarico di vicepresidente della Convenzione Europea.

Professore di Diritto Costituzionale Comparato all'Università di Roma dal 1975 al 1997, è stato inoltre professore alle Università di Modena e Reggio Emilia, Perugia, Firenze, NYU Law School e all'Istituto universitario europeo, ancora a Firenze.

Attualmente presiede la Commissione internazionale sui Balcani, nata nell'aprile 2004, su iniziativa e col supporto della Fondazione Robert Bosch Stiftung (Germania), della fondazione Re Baldovino (Belgio), della German Marshall Fund of the United States e della Charles Stewart Mott Foundation (US).

Insomma, da D'Alema Prodi e Rutelli c'è una bella differenza........

lunedì, maggio 22, 2006

Un Ministro al Giorno (3) : Francesco Rutelli


Ed eccoci ad uno dei miei preferiti,
il Rutellino.
E' sempre uno spasso sentirlo e cerco di non perdermi mai nessuna trasmissione dove è ospite ^_^
Nel governo prodi divide una doppia piazza da vicepresidente con D'Alema (con i pacs potranno adottare un figlio?)
ed è stato messo come Ministro della Cultura: in rete c'è chi dice che è stato messo alla cultura per via dei meriti del nonno e bisnonno celebre scultore...... a me non mi sembra una bella cosa, sembra una raccomandazione per meriti non propri...... comunque chi lo sostiene sul web va orgoglioso di questa cosa.

Nato a Roma nel 1954, Francesco Rutelli è rampollo di agiata famiglia della borghesia romana, con ascendenze siciliane.
si iscrive al "Massimo", un Liceo Classico Romano, gestito dai padri gesuiti: una delle più famose miniere nazionali, dispensatrici dei saperi peculiari delle classe dirigente, ma terminò gli studi al liceo classico statale "Socrate".
Superficiale e sfuggente Rutelli non ebbe mai un percorso formativo luminoso, neppure, quando, tentando di rinverdire le tradizioni familiari, si iscrisse ad Architettura, senza , però, laurearsi.

Con la politica gli è andata meglio.

E' partito come Radicale
abbandonò poi questo progetto per aderire alla nuova formazione politica ecologista di centrosinistra, i Verdi,
Nel dicembre del 1993 una coalizione di centrosinistra lo propose come sindaco di Roma.
Nel 1999 fu eletto deputato al Parlamento europeo nelle file del movimento politico I Democratici
e nel 2001 fu proposto dalla coalizione di centro-sinistra, l'Ulivo.

Curiosità:
il sito www.oikos.org
dedica alcune interessanti pagine all' ex-sindaco
che invito a leggere.
Nota dei web masterdel sito:
Questo sito è stato realizzato qualche anno fa, come contributo critico di carattere socio-culturale sulla figura del Sindaco di una città come Roma (che secondo noi meritava qualcosa di meglio). Abbiamo deciso di mantenere in linea il nostro lavoro per due motivi: il primo è che, in ogni caso, rappresenta uno sforzo di controinformazione che, per regola, deve essere aldilà degli schieramenti politici; il secondo è che, da quando abbiamo messo in linea questa analisi critica del Sindaco di Roma, abbiamo avuto tanti di quei problemi (ispezioni dei vigili urbani, contributi per servizi forniti al comune bloccati, esclusione da gare d'appalto, ecc.) tanto dal farci sospettare che le informazioni da noi fornite e MAI SMENTITE, potessero aver infastidito qualcuno al punto di fargli mostrare il suo vero volto becero, traffichino, illegale ed autoritario. Per cui continueremo a mantenere in linea queste pagine e ad aggiornarle, se possibile, non appena avremo alcune divertenti novità da proporre ai nostri utenti.

Frasi celebri:

“Ho vissuto tutti questi anni a pane e cicoria”

"No all'egualitarismo, perché una società di uguali è povera, finta, retta da poteri oscuri che si basano sulla sopraffazione".

Beppe Grillo dice di lui:
(era il 31 Luglio 2005)

Braccia rubate al lavoro: Francesco Rutelli
Francesco Ciccio Rutelli nasce già pettinato, laico, bello e intelligente......
Il giovane Ciccio scrive una lettera accorata alla rubrica di Barbara Palombelli. La giornalista gli risponde di non aver mai letto niente di più laico e puro.

Gli dà un appuntamento. Dopo un imbarazzo iniziale (Barbara credeva che le lettera fosse scritta da un bambino di sette anni) sboccia l'amore.......
Nel 2005 mentre si pettina, viene colto da un violento attacco di coscienza e dichiara che non voterà per il referendum sugli embrioni. Segue un secondo attacco di coscienza che gli fa dichiarare che non parteciperà alla lista unica della sinistra. Dopo un terzo attacco di coscienza entra nel convento dei benedettini di Norcia. Per fortuna dopo due giorni i frati ne han piene le balle e lo cacciano fuori col suo beauty case, il mangianastri e il vogatore per gli addominali.

Toccherà ancora alla sinistra sopportarlo, pettinato bello laico intelligente e sovente superfluo.........

Mandiamolo a lavorare.
Che lavoro gli fareste fare:
a. Manichino della Standa
b. Modello per foto da esporre in vetrina di un barbiere da uomo
c. Maschera del cinema parrocchiale

venerdì, maggio 19, 2006

Un Ministro al Giorno (2) : Massimo D'Alema

Rieccolo,
è ancora qui,
non invecchia nemmeno,
me lo ricordo quando ero ancora piccola
ed era così
e faceva sempre le stesse cose
eppure è sempre lì.

Dopo le prime battaglie per i posti, come se si fosse all'asilo,
D'Alema ha trovato il suo posticino:
una Doppia Piazza con Rutellino
e gli Esteri, poco importa se ha ordinato a Fassino (quello che si è fatto la campagna e che molto probabilmente la maggioranza dei votanti del suo partito volevano al governo) di occuparsi
del partito
e di non rompere le scatole.
Molti lo attendono come successore di Prodi, a breve.

Massimo è nato a Roma nel '49
è sposato con Linda Giuva ed ha due figli, Giulia e Francesco. Ha lavorato come giornalista nelle testate Città futura, Rinascita e L'Unità di cui, tra il 1988 e il 1990, è stato direttore.

A soli 14 anni, quando si iscrisse alla Federazione Giovanile Comunisti Italiani (FGCI). Dopo aver conseguito la maturità classica studiò filosofia all'Università di Pisa, senza però completare gli studi..... senza offesa per i filosofi, ma lo sapete bene anche voi, ottenere una laurea in filosofia non è così difficile, il filosofo si fa poi "sul campo" con ricerca ed esperienza.

La vita "lavorativa" finisce qui: un po' giornalista e frequenta un po' filosofia, poi fa solo il politico.

È membro della Conferenza dei presidenti di delegazione; della Commissione per il commercio internazionale; della Commissione per la pesca; della Commissione per gli affari esteri; della Sottocommissione per la sicurezza e la difesa; della Delegazione Permanente per le relazioni con il Mercosur; della Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia).

Nel dicembre 2005, D'Alema è stato accusato per un appoggio fornito a Giovanni Consorte nella vicenda Unipol-Bnl. Consorte, che successivamente ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente della compagnia di assicurazioni Unipol, è indagato per associazione a delinquere dalla procura di Milano.

Appassionato di vela, acquistò una prima barca a vela a prezzo di favore (la "Ikarus") dalla cui successiva vendita, integrata dalla vendita di una casa nel frattempo ereditata dal padre e con un leasing ottenuto dalla Banca Popolare Italiana, acquistò successivamente una nuova barca a vela (la "Ikarus II").


Il giornalista de L'espresso Giampaolo Pansa riportò questa frase pronunciata nell'ottobre 1998 da Massimo D'Alema riguardo a Romano Prodi e Walter Veltroni, all'epoca dei governi dell'Ulivo:

"Quei due? sono due flaccidi imbroglioni"

Il giornalista Luca Telese riporta poi un'altra frase poco nota di Massimo D'Alema, questa volta contro Giampaolo Pansa e Romano Prodi, testimone ancora una volta Claudio Rinaldi dell'Espresso:

"Pansa è un ottimo giornalista, ma ha un solo difetto. Non capisce un cazzo di politica; ce ne è uno solo che ne capisce meno di lui: Romano Prodi"

Il 5 Marzo 1993, il governo di Giuliano Amato approvò il «decreto Conso», con cui la classe politica, colpita dall'inchiesta Mani Pulite, poneva un ostacolo in grado di paralizzare le indagini su Tangentopoli. Il decreto depenalizzava il reato di finanziamento illecito ai partiti, disincentivava i colpevoli a collaborare con la giustizia, e permetteva ad imprenditori e politici di evitare il carcere. Il 10 Marzo Giuliano Amato svelò in Parlamento la presunta ambigua condotta del Partito Democratico della Sinistra, che in pubblico criticava il decreto Conso (l'opinione pubblica allora era fortemente dalla parte dei magistrati), mentre in privato - a suo dire - lo sosteneva.

Coinvolgimento in "Affittopoli"
Massimo D'alema rimase coinvolto in Affittopoli: dopo una pesante campagna mediatica dovette traslocare e lasciare il suo appartamento, in una zona centrale di Roma, che un ente pubblico gli affittava ad un canone irrisorio e fuori mercato.

Procedimenti giudiziari a carico di Massimo D'Alema
Nel 1985 Massimo D'Alema ricevette 20 milioni di lire da parte del miliardario barese Francesco Cavallari, che fu in seguito condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. I soldi erano destinati al Partito Comunista Italiano, di cui D'Alema era all’epoca segretario regionale pugliese. Per questo finanziamento illecito D'Alema è stato inquisito ma, a causa dello scadere dei termini di prescrizione nel 1995, il procedimento è stato archiviato dal gip Concetta Russi. L'episodio è stato ammesso dallo stesso D'Alema quando il reato era destinato a cadere in prescrizione.

giovedì, maggio 18, 2006

Un Ministro al Giorno (1) : Romano Prodi




Finalmente dopo lunghi ed interminabili intrallazzi il Governo Prodi II è stato fatto! (applauso)
Per chi fosse interessato sul Corriere c'è un bell'organigramma: Clikka qui per vederlo
Per noi donne la presenza è come al solito scarsa, solo la Turco ha portafoglio.
Mi piacerebbe dire due cosine (cavolate) su ogni ministro, alcuni non li conosco proprio altri son sempre i soliti.........
Incomincio naturalmente da Lui, il Presidente del Consiglio: Romano Prodi

Lo conosciamo bene o male già tutti, non è la prima volta che lo vediamo Presidente del Consiglio e sinceramente non ho buoni ricordi, la prima cosa che mi viene in mente del passato è la Tassa sull'Euro.......... ancora ci rimango basita.

Nato nel '39 in provincia di Reggio Emilia
è un economista
e ha un sacco di fratelli (ottavo di nove)
è sposato, ma sapete da chi è stato sposato? Dal Cardinale Camillo Ruini! ^_^
con Flavia Franzoni........ la Franzoni che ha ucciso il figlio, ho sentito in giro, che è una nipote di Prodi e sarebbe questo il motivo per il quale le cose sarebbero andate per le lunghe..... e l'avvocato Taormina ha manifestato poi interesse per entrare in politica con centrosx.
(se avete info a riguardo mi interesserebbero).

Primi anni nella politica:
allievo di Beniamino Andreatta, aderì alle correnti riformiste della Democrazia Cristiana ed ebbe buoni rapporti con Giulio Andreotti. Fu proprio quest'ultimo che lo scelse nel 1978 come ministro dell'Industria.
Più di recente:
fa partecipare l'Italia al progetto della moneta unica europea che richiedeva il rispetto di precisi parametri economici, sentiti molto difficili da raggiungere in quel momento in cui si era da poco usciti dallo SME (da cui si rientrò nel novembre del 1996)

Nel 1998 Romano Prodi non proseguirà la sua azione di governo, in conseguenza di un voto di sfiducia alla Camera dei Deputati, non ottenuta per un solo voto, a causa del mancato appoggio di una parte del gruppo di Rifondazione Comunista, in rottura con la linea politica della coalizione dell'Ulivo, in prossimità del varo della nuova legge finanziaria.



Presidenza dell'IRI e vendita della SME
Le vicende riguardanti la vendita, risalente al 1993, da parte dell'IRI delle proprie società alimentari, facenti capo principalmente alla finanziaria SME, è stata oggetto d'indagini da parte della magistratura, quindi Romano Prodi, in quanto presidente dell'IRI durante la privatizzazione, è stato oggetto d'investigazione, insieme al consiglio d'amministrazione dell'IRI.

Il caso Cirio
Nell'ambito delle indagini per la vendita della Cirio-Bertolli-De Rica, Romano Prodi era indagato per abuso d'ufficio. Prodi era stato nel 1990 advisory director della Unilever NV (Rotterdam) e della Unilever PLC (Londra), gruppo che secondo le indagini aveva gestito la trattativa attraverso la Fisvi. Secondo l'accusa quindi Prodi avrebbe favorito la Fisvi, sebbene questa non avesse i mezzi finanziari per acquistare la Cirio-Bertolli-De Rica, in modo da agevolare indirettamente l'Unilever, aggirando così l'obbligo di conseguimento del miglior prezzo previsto dalle direttive CIPE.

Telekom Serbia
Durante il governo Prodi I nel 1997, Telecom Italia (al tempo ancora in buona parte di proprietà pubblica) ha acquistato il 29% di Telekom Serbia, l'operatore nazionale serbo di telefonia fissa, ad un prezzo pattuito di circa 893 milioni di marchi (pari a 878 miliardi di lire).
La svalutazione delle quote di Telekom Serbia succedutasi nel tempo è una delle accuse che sono state mosse all'operazione e a chi ne è responsabile, questo avrebbe comportato una perdita d'incassi da parte dello Stato, con una somma stimata in base alla differenza fra l'acquisizione del 1997 e la vendita effettuata nel 2003 (per un importo di 193 milioni di euro).
L'accusa iniziale è di aver ricevuto tangenti dal presidente serbo Slobodan Milosevic per finanziare la ricostruzione del Paese. Dalle dichiarazioni del faccendiere svizzero Igor Marini la commissione parlamentare incaricata ricostruisce una vicenda di tangenti pagate a Prodi, Piero Fassino, Lamberto Dini, Francesco Rutelli e altri......


Curiosità:
Il caso Moro

Il 10 giugno 1981, prim'ancora di affermarsi come politico, Romano Prodi fu chiamato a testimoniare davanti alla Commissione Moro perché aveva dichiarato di aver partecipato per gioco, il 2 aprile 1978, ad una seduta spiritica durante un pranzo familiare in una casa di campagna di alcuni amici (tra cui Mario Baldassarri e Alberto Clò, quest'ultimo propositore del gioco e proprietario della casa dove erano ospiti, oltre ai suddetti, il fratello di Clò, le relative fidanzate, e i figli piccoli dei commensali). I commensali raccontarono agli inquirenti che nel corso della seduta iniziata per gioco, alla domanda "dove è tenuto prigioniero Aldo Moro?", il piattino utilizzato avrebbe composto varie parole: prima alcune senza senso, poi Viterbo, Bolosena e Gradoli. Aldo Moro, rapito 17 giorni prima, il 16 marzo 1978, era al momento tenuto prigioniero dalle Brigate Rosse. Il professor Prodi, in seguito alla seduta, si recò a Roma il 4 aprile, e raccontò dell'indicazione al proprio conoscente Umberto Cavina, capo ufficio stampa dell'on. Benigno Zaccagnini.

Ecco le parole di Prodi, dai verbali della testimonianza:

«Era un giorno di pioggia, facevamo il gioco del piattino, termine che conosco poco perché era la prima volta che vedevo cose del genere. Uscirono Bolsena, Viterbo e Gradoli. Nessuno ci ha badato: poi in un atlante abbiamo visto che esiste il paese di Gradoli. Abbiamo chiesto se qualcuno sapeva qualcosa e visto che nessuno ne sapeva niente, ho ritenuto mio dovere, anche a costo di sembrare ridicolo, come mi sento in questo momento, di riferire la cosa. Se non ci fosse stato quel nome sulla carta geografica, oppure se fosse stata Mantova o New York, nessuno avrebbe riferito. Il fatto è che il nome era sconosciuto e allora ho riferito.».

L'informazione fu ritenuta attendibile, al punto che quattro giorni dopo, il 6 aprile, la questura di Viterbo, su ordine del Viminale, organizzò un blitz armato nel borgo medievale di Gradoli, vicino Viterbo, alla ricerca della prigione di Moro. Tuttavia, fu trascurata un'altra indicazione che la moglie dell'onorevole Moro avrebbe ripetutamente fornito, relativa all'esistenza a Roma di una "via Gradoli" (Francesco Cossiga, all'epoca Ministro dell'interno, disse però che su questo punto doveva smentire la signora Moro). Fallito il blitz conseguente alla seduta spiritica, il 18 aprile i vigili del fuoco, a causa di una perdita d'acqua, scoprirono a Roma, in via Gradoli 96, un covo delle Brigate Rosse da poco abbandonato, che si sarebbe rivelato come la base operativa del capo della colonna romana delle BR, Mario Moretti, il quale aveva preso parte all'agguato di via Fani.

mercoledì, maggio 17, 2006

Il Papa? Sbaglia!

L'apertura mentale di Bertinotti e della sinistra come al solito si dimostra IMMENSA:
chi non la pensa come loro semplicemente sbaglia, ma nulla di grave, sbaglia solo perchè non capisce!
Se capisse la penserebbe come la sinistra!
Ah Beh! Allora siamo a posto...........
A me pare che a non capire siano altri,
ci vuole tutta a dire al Papa che sbaglia e sbaglia perchè non capisce..... il Papa....il Papa Teologo non capisce, mentre Luxuria sì......... bene!

Il Papa ha detto che non condivide il fatto che chi
non RICONOSCE i valori della famiglia
non ha diritto di pretenderne i diritti.
Grazie, e cosa altro ci si doveva aspettare dal Papa???
Anche se il Papa trovasse giusto riconoscere alcuni diritti alle coppie di fatto secondo Bertinotti potrebbe andare a gridarlo ai quattro venti???

Da ilTempo.it
Bertinotti critica Benedetto XVI: «Non è preoccupato per la famiglia ma per la modernizzazione»
IL PAPA sbaglia. Il Pontefice ha posizioni «restauratrici»
«La reazione del Pontefice è sbagliata perchè restauratrice, non vede che le unioni di fatto sono un arricchimento di quei valori che il Papa teme che la modernizzazione possa distruggere. Dovrebbe essere invece attento a questi valori»

Poi dice di avere rispetto per le opinioni del Papa: quando io ho rispetto per le opinioni di qualcuno non gli dico che sbaglia e sbaglia perchè non capisce, ma cerco di capire perchè la pensa diversamente da me lasciando aperta la possibilità che forse sono io a sbagliare, totalmente o in parte.
Con la sinistra non c'è mai confronto,
se la pensi diversamente sbagli
anche se sei il Papa.

domenica, maggio 14, 2006

Trova le Differenze


Giochino: Trova le Differenze
Quando non c'è nulla di cui festeggiare.......


venerdì, maggio 12, 2006

3 Cose che non mi piacciono


Ci sono 3 cosine su tutte che non mi piacciono del nuovo presidente della Repubblica Popolare Socialista Italiana..... anzi 4.....anzi 5.....anzi....
1) Ha giustificato e sostenuto l'Unione Sovietica durante l'Invasione dell'Ungheria
2) Idem per l'Invasione dell' Afghanistan
3) La legge Turco-Napolitano
4) Una curiosità: secondo il quotidiano Libero del 13 aprile 2004, Giorgio Napolitano avrebbe comprato un biglietto low cost per il volo Roma-Bruxelles al prezzo di 90 Euro, ottenendo un indennizzo di 800 Euro dal Parlamento Europeo. "Rispondo solo ai contribuenti Italiani" avrebbe replicato Napolitano interpellato dall'emittente tedesca RTL. "Sbagliato, si tratta di una grave truffa ai danni di tutti i contribuenti Europei" sarebbe stata la replica dell'Europarlamentare Hans P. Martin, "il sistema, visto che non c'è nessun organo preposto al controllo, consente di gonfiare le spese, ma i cittadini devono sapere che si tratta di una vera e propria truffa".
5)All'estero tutti i quotidiani titolano Presidente Comunista in Italia, con tutti i problemi di immagine che ne deriveranno soprattutto sui rapporti delle nostre aziende all'estero e quindi sui dipendenti e quindi sui compagni lavoratori.

In tutto il mondo le dittature comuniste stanno sparendo a poco a poco (dittature perchè il comunismo non è mai riuscito ad andare oltre questa fase) e in Italia invece...........

mercoledì, maggio 10, 2006

Costi di Ricarica - Petizione

POST CANCELLATO E AGGIORNATO
GRAZIE ALLA SEGNALAZIONE DI Filosofo

Mi sono fatta abbindolare da Beppe Grillo
ho preso per buono un suo post senza prima controllare

Per chi fosse interessato ai costi di ricarica
e alla famosa petizione di cui si parla
sul sito di Paolo Attivissimo trovate tutte le informazioni che volete
basta clikkare qui

Napolitano Presidente di chi e di cosa?

L'Italia ha un nuovo Presidente della Repubblica!
L'Italia? Repubblica?
Napolitano eletto con 543 voti, 541 ne aveva a disposizione il CentroSinistra.

Un bell'esempio di Democrazia!
Il centrosinistra, fregandosene di ogni moralismo politico ha imposto il nuovo presidente della Repubblica Italiana.

E il popolo italiano può riconoscere come presidente
una persona che:

1) su chi dissentiva dall'invasione sovietica dell'Ungheria ha dato un giudizio tombale: «Il compagno Giolitti ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, ma io ho quello di aspramente combattere le sue posizioni. L'intervento sovietico ha non solo contribuito a impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione ma alla pace nel mondo».

2) Ha dato uno strenuo sostegno all’Unione sovietica fino ad appoggiarne l’invasione sovietica dell’Afghanistan nel 1980.


P.S. Caruso di certo sarà contento

La Competenza del Corriere della Sera

Che il Corriere della Sera più che un quotidiano fosse una Bibbia di saggezza lo avevo già capito quando il suo direttore se ne era uscito sperando in una vittoria di Prodi: per adesso aveva ragione! Avete visto quante belle cose stanno succedendo? Che aria fresca che si respira!
I sondaggi oggi dicono che la molti di quelli che han votato Unione si son già pentiti.

Non penso che la maggior parte dei giornalisti siano dei pozzi di scienza o di saggezza e si dovrebbero limitare a raccontare i fatti così come sono, senza ricamarci sopra e senza metterci opinioni personali, direttori compresi.

Comunque il Corriere se ne è uscito di recente con una Perla di Saggezza e Competenza:
una bufala su un videogioco terrorista islamico già mascherata anche dall'ottimo Paolo Attivissimo:
complimenti al giornalista Raffaele Mastrolonardo perchè si informa sull'attendibilità e verità delle notizie prima di darle.

L'articolo di Paolo Attivissimo completo e dettagliato lo trovate cliccando qui.

martedì, maggio 09, 2006

Luxuria e Caruso


Quando con la scusa di dare libertà ed uguaglianza ad alcuni (pochi) se ne toglie ad altri?
Caruso lo conosciamo tutti no?
Io lì al governo non ce lo voglio! E come me la pensano molti, anche la maggioranza della sinistra, è lì solo per un pugno di voti........

Ma su Luzuria non mi sono mai interessata, non faccio discriminazioni sui gusti sessuali e l'unico problema che viene sollevato pare quello dei bagni....... ma chi se ne frega?????
Uno dei miei locali preferiti aveva bagno uniSEX e si facevano più ragazzi in fila per il bagno che durante la serata nel locale...... ho dimenticato "conoscenze"? ;-)

Tornando a Luxuria, mi è capitato di leggere una sua intervista su Donna Moderna e non è stata una bella esperienza.
Ma veramente una persona così può rappresentare quella libertà ed uguaglianza che molti italiani chiedono???? Gay e trans??? Non lo sono, ma se lo fossi mi vergognerei di Luxuria.
Prima di tutto il nome che si è scelta/o: Luxuria..... lussuria? Ma l'avete vista? A me fa pensar di tutto, ma non certo alla lussuria! Vabbè...... ma torniamo all'intervista:
non è un transessuale, ma un transgender: ovvero non ha cambiato sesso
..............
arrivo al punto cruciale:
D: Per cosa si batterà?
R: Per le unioni civili, la legalizzazione delle droghe leggere, i diritti delle donne. E quelli delle prostitute. Anch'io sono stata una di loro

D:Quando?
R: Avevo venti anni ed ero appena arrivata a Roma. Avevo bisogno di soldi, e poi mi piaceva l'idea che qualcuno pagasse per fare l'amore con me.....


Le piaceva cosa??????
E vuole battersi per i diritti delle prostitute????
Avete presente le prostitute? Quelle povere donne e bambine COSTRETTE a prostituirsi a vendersi tra sevizie botte e tanta sofferenza. E una persona, Luxuria, trovava bello quello che per queste poverette è un INCUBO che vivono ogni giorno!
Ma scherziamo????
Secondo voi chi trovava bello prostituirsi, può capire gli innumerevoli problemi delle prostitute???

Camera Senato e.....

Eccomi tornata.......... ma qui le cose son sempre uguali?
Scusate ma chi è che ci sta governando ora?
Beh Bertinotti si è trovato il posticino che voleva e per averlo si è giocato tutto, potrà chiedere altro?
Lo sto vedendo in questi giorni al suo nuovo posticino, mi fa tenerezza, tutto felice, ha persino cambiato stile nel vestire ^_^.
Al Senato si è deciso per Marini, insomma tutta gente nuova, le cose cambieranno sicuramente con questo andazzo;
Bertinotti più o meno lo si conosce no? Ma Marini? Probabilmente molti giovani (che votano per Camera e non per Senato) non lo conoscono (beati loro);
da Wikipedia.com :

Laureato in giurisprudenza, ufficiale negli alpini, iniziò la sua attività lavorativa come funzionario della Cassa del Mezzogiorno (i soldi in cassa arrivavano, ma poi venivano dati al Mezzogiorno?). Iscritto alla Democrazia Cristiana dal 1950 e attivo nell'Azione Cattolica e nelle ACLI, nel sindacato della CISL assunse un ruolo sempre maggiore, diventando negli anni '70 vicesegretario nazionale, e nel 1985 venne scelto come segretario.
Nel 1991 passò dal sindacato al governo, diventando ministro del lavoro e della previdenza sociale del VII governo Andreotti...............ecc.

Adesso vediamo un po' chi sarà il nostro presidente:
W L'ITALIA!